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I.C.I. - Imposta Comunale Immobili

Oggetto della prestazione

SCHEDA IN FASE DI AGGIORNAMENTO

 

L'I.C.I. è un'imposta comunale sui beni immobili ubicati sul territorio comunale in vigore dal 1993 al 2011

Requisiti che devono essere posseduti dal richiedente

SOGGETTI PASSIVI - i proprietari di immobili, ovvero i titolari dei diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, sugli stessi, anche e non residenti nel territorio dello Stato o se non hanno ivi la sede legale o amministrativa o non vi esercitano l'attività.
Inoltre, per gli immobili concessi in locazione finanziaria, soggetto obbligato è il locatario. In caso di fabbricati appartenenti alla categoria catastale del gruppo D, non iscritti in catasto, e interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, il locatario assume la qualità di soggetto passivo a decorrere dal primo gennaio dell'anno successivo a quello nel corso del quale è stato stipulato il contratto di locazione finanziaria.
- L'Amministratore del condominio per conto dei condomini, per gli immobili indicati nell'art. 1117 del c.c. oggetto di proprietà comune, cui è attribuita un'autonoma rendita catastale

Modalità di richiesta

QUANDO OCCORREVA PRESENTARE LA DICHIARAZIONE ICI
La dichiarazione ICI si presentava solo per gli immobili per i quali si erano verificate variazioni nel corso dell'anno precedente: sui titoli di proprietà o diritto, nella struttura o destinazione determinante un diverso debito d'imposta, etc.

La dichiarazione doveva essere presentata anche se le variazioni erano intervenute verso la fine dell'anno e non si riflettevano sull'ammontare dell'ICI dovuta per tale anno, ma solo su quella dovuta per l'anno successivo.

 

NOVITA' PRESENTAZIONE DICHIARAZIONE ICI

Il 18 dicembre 2007 è stato varato il provvedimento del direttore dell'Agenzia del Territorio che certifica l'operatività del sistema di circolazione e fruizione dei dati catastali per i Comuni. Come previsto dal comma 174 art. 1 della legge finanziaria 2007, restava l'obbligo della presentazione della dichiarazione nei casi in cui le modificazioni soggettive ed oggettive che davano luogo ad una diversa determinazione del tributo dovuto attenevano a riduzione dell'imposta e in quelli in cui dette modificazioni  non siano ricavabili dal modello unico informatico (MUI - art. 3 bis del D.Lgs. 463/1997) utilizzato per la registrazione, trascrizione e voltura degli atti, quindi per quei casi che non prevedavo una trascrizione da parte del Notaio (Es. acquisizione o perdita del requisito di abitazione principale, passaggio da terreno agricolo ad area edificabile, ecc.).

Con decreto del 12 Maggio 2009 il Dipartimento delle finanze ha approvato il modello ICI formato PDF e le relative istruzioni formato PDF.

Documentazione da presentare e allegati da scaricare

ALIQUOTE D'IMPOSTA

Aliquote ICI anno 2011:
Ai sensi dell'art. 1, comma 169 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale (legge finanziaria 2007)", anche per l'anno d'imposta 2011 si intendono confermate le aliquote e le detrazioni approvate con delibera di C.C. n. 18 del 28.03.2007 relativamente all'anno 2007:

Ordinaria: 7,0 per mille
Abitazione Principale
   a) 5,8 per mille - (detta aliquota viene applicata anche agli immobili pertinenti all'abitazione principale quali garage, box, soffitte, posti auto e cantine purché destinati durevolmente e funzionalmente al servizio o ornamento dell'abitazione, siano classificate o classificabili nelle categorie catastali C/02, C/06 e C/07, e dette pertinenze dovranno ricadere sul lotto dell'unità residenziale principale o su lotto confinante di proprietà).
   b) 5,5 per mille - aliquota agevolata a favore dei proprietari che cedono in locazione a titolo di abitazione principale, immobili alle condizioni definite dagli appositi accordi di cui all'art. 2, comma 3 della Legge 431/1998. Gli interessati dovevano darne comunicazione all'Ufficio Tributi, presentando autocertificazione  su apposito modello messo a disposizione dal Comune, da presentarsi entro il  termine per il pagamento a saldo dell'imposta.


Alloggi sfitti: 9 per mille, ritenendo escluse da tale aliquota quelle unità immobiliari che risultavano essere utilizzate dal medesimo contribuente o da un proprio familiare come seconde case o residenze secondarie le quali essendo destinate ad uso diretto, ancorché saltuario, non erano considerate "non locate".

Detrazione ordinaria: € 103,29.

Ulteriori aliquote, detrazioni e/o riduzioni d'imposta:
Aree fabbricabili: 7 per mille 
La detrazione ordinaria per abitazione principale era elevata a  € 165,27 per i soggetti che versavano nelle seguenti condizioni di particolare disagio economico e sociale:
- reddito complessivo non superiore ai fini IRPEF, con riferimento all'anno 2010 e derivante unicamente da pensione di :
a) €   7.500,00 se trattasi di nucleo familiare composto da un solo componente;
b) € 15.000,00 se trattasi di nucleo familiare composto da più componenti.
Nel reddito complessivo di cui sopra, costituito dalla somma dei redditi di tutto il nucleo familiare, non erano computati e quindi non ostativi alla concessione della riduzione :
a) eventuali redditi esenti da IRPEF;
b) il reddito derivante dal possesso della sola casa di abitazione, fatta eccezione per gli immobili classificati in categoria A1, A7, A8 e A9;
c) l'eventuale reddito derivante dal possesso di altre unità immobiliari diverse dalla casa di abitazione fino ad un importo di € 154,94.
I contribuenti in possesso dei suddetti requisiti dovevano chiedere informazioni al Comune per la documentazione da presentare la data di  scadenza del versamento a saldo.

I terreni agricoli godevano dell'esenzione completa dal pagamento dell'imposta, in quanto il Comune di Montale rientra fra quelli definiti montani, ed usufruiva di tale esenzione ai fini ICI.

NOVITA' LEGGE FINANZIARIA 2008 (n. 244 del 24.12.2007) - Abrogate ai sensi del D.L. 27 maggio 2008, n.93 nella parte attinente all'ulteriore detrazione dell'1,33 per mille.

ESENZIONE ICI ABITAZIONE PRINCIPALE E IMMOBILI ASSIMILATI

L'art. 1 del D.L. n. 93/208, convertito con modificazioni dalla legge n. 126/2008 ha eliminato l'imposta comunale sugli immobili sull'abitazione principale, includendo gli immobili assimilati dal comune con regolamento o delibera vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto, ad eccezioni di quelli di categoria catastale A1, A8 e A9 per le quali continua ad applicarsi la detrazione comunale.
Pertanto dall'anno 2008 sono escluse dall'Imposta Comunale sugli Immobili:
le unità immobiliari adibite ad abitazione principale del soggetto passivo, intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica;
le pertinenze dell'abitazione principale a condizione che siano classificate, o classificabili, nelle categorie catastali C02, C06 e C07 (garage, box, posti auto, soffitte o cantine), ed a condizione che non siano locate, ma utilizzate direttamente dal proprietario o dal titolare del diritto reale di godimento dell'abitazione;
 le abitazioni concesse in uso gratuito a parenti di primo grado in linea retta;
le unità immobiliari possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da anziano o disabile che acquisisce la residenza in istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero permanente, a condizione che le stesse non risultino locate.
le abitazioni (casa coniugale) per le quali il soggetto passivo, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario. L'esenzione si applica a condizione che lo stesso  non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale;
 le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
gli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari - IACP. La disposizione deve intendersi applicabile anche agli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dell'art. 93 del D.P.R. 24/07/1977, n. 616

CASI DI ESCLUSIONE DALL'ESENZIONE ICI ABITAZIONE PRINCIPALE
L'esenzione non operava per le seguenti fattispecie:
le abitazioni di categoria catastale A1, A8 ed A9;
le unità immobiliari possedute dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato.

VALORE DEGLI IMMOBILI AI FINI I.C.I.
Per determinare il valore degli immobili ai fini dell'applicazione dell'imposta in oggetto occorreva tener conto:
Rivalutazioni rendite catastali
- A decorre dall'anno 1997, ai fini dell'applicazione dell'ICI, sono rivalutati:
le rendite catastali urbane del 5% come disposto dall'art.3, comma 48, della Legge 662/96;
i redditi dominicali del 25% come disposto dall'art. 3, comma 51, della Legge 662/96.
Calcolo dell'imposta
- Per i fabbricati appartenenti alla categoria B (collegi, convitti, ecc):
rendita catastale rivalutata del 5% x 140 x aliquota ICI per mille = imposta annua
(Si ricorda che detto coefficiente è stato rivalutato nella  misura del 40 per cento per effetto dell'art. 2, comma 45 del D.L. 262/2006, convertito dalla legge 24.11.2006, n. 286 e che detta rivalutazione decorre dalla data di entrata in vigore del citato decreto-legge, e cioè dal 3 ottobre 2006.)
- Per i fabbricati appartenenti alle categorie A (abitazioni) e C (magazzini, depositi, laboratori) - con esclusione delle categorie A/10 e C/1:
rendita catastale rivalutata del 5% x 100 x aliquota ICI per mille = imposta annua
- Per i fabbricati appartenenti alle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D (opifici, alberghi, teatri, banche, ecc.):
rendita catastale rivalutata del 5% x 50 x aliquota ICI per mille = imposta annua
- Per i fabbricati appartenenti alla categoria C/1 (negozi e botteghe):
rendita catastale rivalutata del 5% x 34 x aliquota ICI per mille = imposta annua
- Per le aree fabbricabili:
il valore era costituito da quello venale in comune commercio al 1° Gennaio dell'anno di imposizione, determinato avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Era considerata area fabbricabile, e pertanto soggetta al pagamento dell'I.C.I., l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dalla sua approvazione o dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo.
valore venale del terreno x aliquota ICI per mille = imposta annua
- Per i terreni agricoli:
reddito dominicale rivalutato del 25% x 75 x aliquota ICI per mille = imposta annua (si ricorda che i terreni agricoli nel nostro comune erano esenti).
Le rendite da assumere per il calcolo dell'imposta erano quelle risultanti in catasto, aumentate del 5 per cento (come sopra). Si tenga presente che tali rendite, annotate negli atti catastali, anche si di recente attribuzione, non comprendono l'aumento del 5 per cento.
- Per i fabbricati di interesse storico o artistico ai sensi dell'art. 10, del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, si assumeva la rendita (ovviamente aumentata del 5 per cento), determinata mediante l'applicazione della tariffa d'estimo di minore ammontare tra quelle previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è sito il fabbricato.
Per poter quantificare il valore, tale rendita era moltiplicata per 100, anche se il fabbricato catastalmente era classificato nella categoria A/10 o C/1 oppure nel gruppo B o D. Eccezione a tale sistema si aveva nel caso di fabbricati appartenenti al gruppo D sforniti di rendita catastale, per i quali il valore era determinato secondo le modalità di seguito indicate.
- Per i fabbricati interamente posseduti da impresa e distintamente contabilizzati, classificabili nel gruppo catastale D e sforniti di rendita catastale oppure ai quali sia stata attribuita la rendita nel corso dell'anno, il valore era determinato sulla base dei costi di acquisizione ed incrementativi contabilizzati, attualizzati mediante l'applicazione di determinati coefficienti.


I versamenti non dovevano essere eseguiti quando l'importo annuale risultava inferiore ad euro 5,00.


RATEIZZAZIONE DELLE SOMME DOVUTE A SEGUITO DI ACCERTAMENTO, LIQUIDAZIONE OD ISCRIZIONE A RUOLO

1) Il Comune concede, a domanda, la rateizzazione delle somme dovute a seguito di emissione di avvisi di accertamento, quando il pagamento per il tributo, sanzione ed gli interessi siano superiori a Euro:
a) 520,00  per le persone fisiche e le ditte individuali;
b) 1.550,00 per le società di persone;
c) 5.200,00 per le società di capitali.
2) Devono ricorrere inoltre le seguenti condizioni:
- il contribuente, persona fisica, percepisce un reddito annuo lordo, risultante dalla dichiarazione dei redditi per l'anno precedente a quello di notificazione degli atti per i quali si chiede l'agevolazione, pari od inferiore ad euro 23.300,00. Tale cifra è aumentata di lire ad euro 2.900,00 per ogni persona che risulta fiscalmente a carico del richiedente.
- il contribuente, società od impresa, si trova in temporanee condizioni di insolvenza attestate sotto la propria responsabilità del legale rappresentante.
3) In deroga alle condizioni indicate nel comma 2) del presente articolo, la rateizzazione può essere concessa quando la somma chiesta in pagamento a seguito dell'attività di liquidazione o accertamento è superiore ad euro 7.000,00.
4) Qualora esistano fondati motivi sull'esigibilità del contribuente l'ufficio può negare la rateizzazione anche in presenza ei requisiti di cui ai commi precedenti.

Coloro che intendono presentare domanda devono far pervenire all'Ufficio Protocollo Generale del Comune, posto in Via Antonio Gramsci, 19 aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 08,15 alle ore 13,30, il sabato dalle ore 08,00 alle ore 12,00 e nei pomeriggi del martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 15,00 alle ore 18,00, a mezzo raccomandata A/R o presentandola direttamente, apposita richiesta motivata, unitamente ai documenti che si offrono in prova, entro:
- 60 giorni dalla notifica del provvedimento (nel caso di accertamento o liquidazione) o dalla notifica della cartella esattoriale (nel caso di rateizzazione di somme già iscritte a ruolo).
Il provvedimento di rateizzazione o il suo diniego vengono comunicati agli interessati entro 90 giorni dalla presentazione dell'istanza.
I provvedimenti sono sottoscritti dal funzionario responsabile dell'imposta.
Competente a concedere la ripartizione del debito di somme già iscritte a ruolo è l'Agente della Riscossione competente per territorio, così come previsto dall'art. 19 e seguenti del DPR n. 602/1973 e successive modificazioni ed integrazioni, che dovrà predisporre la nuova cartella di pagamento, maggiorata degli interessi previsti nei seguenti termini:
1) Sui provvedimenti di rateizzazione per accertamento sono calcolati gli interessi legali, con maturazione giornaliera, dal primo giorno utile di scadenza naturale dell'atto o degli atti per i quali si richiede la dilazione fino alla data di scadenza delle singole rate.
Modello istanza di rateizzazione avvisi di accertamento I.C.I.: formato PDF.
2) Sui provvedimenti di rateizzazione di somme già iscritte a ruolo sono applicati, a cura del competente Concessionario per la riscossione, gli interessi per dilazione di pagamento di cui all'articolo 21 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.

Il numero massimo delle rate concedibili è di 12 per importi fino ad euro 1.100,00 e di 24 per importi superiori.
Se il debito del contribuente è superiore ad euro 5.200,00, il provvedimento di rateizzazione deve essere subordinato a presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa con rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale ex art. 1944 del Codice Civile, e la sua operatività entro quindici giorni a semplice richiesta scritta dell'Amministrazione comunale.
La scadenza temporale delle rate è fissata nell'ultimo giorno di ciascun mese, il mancato versamento anche di una sola rata protratto oltre cinque giorni dalla scadenza comporta la decadenza del beneficio e l'obbligo di corrispondere per intero l'importo residuo. Nella fattispecie di rateizzazione di provvedimenti con sanzioni ridotte ad un quarto, le stesse dovranno essere corrisposte dal contribuente nella loro forma integrale.

Eventuali note per l'utente

RIMBORSI
Il contribuente può richiedere al Comune il rimborso delle somme versate e non dovute, entro il termine di cinque anni dal giorno del pagamento ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione. Sulle somme dovute al contribuente spettano gli interessi nella misura indicata dall'apposito Regolamento Comunale
Le somme liquidate dal Comune possono, su richiesta del contribuente da inviare al Comune medesimo entro 60 giorni dalla notificazione del provvedimento di rimborso, essere compensate con gli importi dovuti a titolo di IMU.
Per l'applicazione della compensazione si rimanda, comunque, a quanto disciplinato con il vigente Regolamento per la disciplina generale delle entrate comunali.

Modello Istanza di rimborso Ici: Formato PDF

SANZIONI
Per l'omessa presentazione della dichiarazione o denuncia si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento del tributo dovuto, con un minimo di lire centomila.
Se le dichiarazioni o le denuncie sono infedeli si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento per cento della maggiore imposta dovuta.
Le sanzioni sopra indicate sono ridotte a un terzo se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione.
Sulle somme dovute per imposta si applicano gli interessi moratori nella misura e con le modalità stabilite dal vigente Regolamento per la disciplina generale delle entrate comunali.

Attenzione: I contribuenti possono provvedere a sanare direttamente le violazioni previste dall'art. 13 del D. Lgs. 472/1997, con l'applicazione di sanzioni particolarmente ridotte, 1/10 o 1/12 del minimo edittale previsto dalla legge stessa, e con l'applicazione degli interessi legali con maturazione giornaliera. Per questa possibilità è opportuno acquisire dettagliate informazioni presso l'Ufficio Comunale Tributi.

Modello Ravvedimento Operoso ICI: Formato PDF
Modello Ravvedimento Operoso ICI per le violazioni commesse a decorrere dal 1° febbraio 2011

Leggi e norme di riferimento

D. Lgs.  n. 504/1992 e successive modifiche ed integrazioni
D. Lgs.  n. 546/1992 e successive modifiche ed integrazioni
Legge n. 662/1996
D. Lgs. n.446,  471, 472 e 473/1997
Legge 431/1998
Legge 296/2006
D.Legge n.93/2008, convertito in legge con modificazioni dalla legge n.126/2008
D.C.C. N. 18 del 28.03.2007
D.G.C. N. 66 del 21.04.2007
D.G.C. N. 55 del 25.04.2008
Regolamento Comunale per l'applicazione dell'imposta

Referenti

Gori Michela - Sedici Emanuela

Reclami, ricorsi e opposizioni

Reclami possono essere presentati all'Ufficio Competente, presso l'U.R.P. o per scritto indirizzandoli al Sindaco e specificando in modo chiaro le ragioni che si intende far valere od i diritti che si ritengono violati.

Ricorsi possono essere presentati al Comune nei 60 giorni successivi a quello dell'avvenuta notifica dell'atto di accertamento e liquidazione. Nei 30 giorni successivi alla presentazione del ricorso presso il Comune, lo stesso deve essere depositato presso la Commissione Tributaria Provinciale di Pistoia (Via Desideri, 32 - 51100 Pistoia) - Vedi D. Lgs 546/199

Dove rivolgersi

Ufficio Tributi - presso il Palazzo Comunale, Via A. Gramsci 19 - 51037 Montale (PT)
tel. 0573/952222 - 0573/952241 - 0573/952260 fax 0573/55001
e.mail: comune@comune.montale.pt.it

Servizio funzionale

Servizio Associato "Tributi, Sed e Società Partecipate"

Orario

martedì e venerdì dalle ore 09,00 alle 12,30

Responsabile del procedimento Alessandro Fiaschi
Allegato Icona del file Scarica il file allegato

Richiesta di rateizzazione avvisi di accertamento ici

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Istanza di rimborso ici

Allegato Icona del file Scarica il file allegato

Regolarizzazione a seguito di ravvedimento operoso. Modello Ravvedimento Operoso ICI per le violazioni commesse a decorrere dal 1° febbraio 2011

Pagina aggiornata il 04/10/2017 da admin
  • Comune di Montale
  • Via Gramsci 19, 51037 - Montale (PT)
  • Telefono: 0573.9521
  • Fax: 0573.55001
  • Numero di abitanti: 10.758
  • P.IVA: 00378090476
  • Codice Fiscale: 80003370477
  • Codice IBAN: IT93H0626070450000000113C01

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