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Risposta in merito a articoli comparsi sulla stampa

In relazione agli articoli apparsi su Il Tirreno il 27/03/2011 e su La Nazione il 29/03/2011 in merito alla raccolta porta a porta e alla Tia, corre l'obbligo di fare alcune precisazioni.

"E' un'offesa all'intelligenza delle persone, nessuno poteva pensare che la differenziata non portasse ad un incremento di spesa" dice Nincheri parlando di una scelta che questa amministrazione intende difendere con argomenti con cui si può tranquillamente confutare il ragionamento fatto dalla passata amministrazione.

Ebbene, con la Tia si finanzia il servizio, ma il piano finanziario si inserisce nel bilancio dell'azienda. L'azienda da anni ormai ha diversi problemi finanziari e questi non possono essere ignorati, né illudersi che non abbiano alcuna ripercussione sulla tariffa, dato che il bilancio del Cis S.r.l. è uno soltanto. Poniamo il caso che non ci fossero stati problemi finanziari e che l'azienda fosse in buono stato, con bilanci in attivo: i cittadini non avrebbero tratto alcun beneficio? Se si segue il ragionamento di Nincheri è chiaro che è così. Se i cittadini pagano sempre e soltanto il servizio, allora nemmeno una florida situazione dell'azienda (ciò che evidentemente ci si aspettava con l'ampliamento) potrebbe mai incidere positivamente sulla tariffa. Ma allora ci venga spiegato lo scopo dell'ampliamento dell'impianto, quali benefici avrebbe portato incenerire per conto di altri comuni? E l'investimento fatto per l'ampliamento? Perché quell'ampliamento è stato deliberato con così tanto entusiasmo? Doveva portare vantaggi ai cittadini montalesi o no? Non ci risulta che altri comuni abbiano partecipato a questo rischio imprenditoriale, pur godendo dei benefici di non avere un impianto in casa e di poter portare i propri rifiuti da noi. A questa amministrazione appare doveroso, prima di rimettere le mani in tasca ai cittadini, procedere con un vero controllo gestionale dell'impianto, onde capire come risolvere i problemi di bilancio e come procedere quanto prima alla raccolta porta a porta con un piano che razionalizzi le spese dell'azienda nella sua interezza. Solo dopo questo passaggio si può procedere con il servizio di raccolta spinta.

Siamo convinti che se migliorano i bilanci del Cis e la sua gestione, i cittadini ne possano beneficiare in termini di Tia, ma anche di situazione ambientale. Abbiamo chiesto all'azienda di procedere ad una seria verifica del comportamento di Ladurner e stiamo insistendo affinché si ottengano al più presto le certificazioni ambientali, soprattutto la Emas, che è facoltativa e dà molte più garanzie di sicurezza. A questo la passata amministrazione non ha mai pensato. Non ha mai pensato a esercitare la propria posizione di socio cercando risposte proprio dall'azienda, ma ha semplicemente delegato la politica dei rifiuti alla sua società partecipata, semplicemente accettando senza alcuno spirito critico e senza fare alcuna richiesta, ogni piano finanziario proposto nel corso degli anni.

Detto ciò, ci si assume la responsabilità di tutte le scelte, compresa questa, della cui difficoltà siamo pienamente consapevoli, ma ciò non ci impedisce di andare avanti nel fare qualcosa che riteniamo doveroso.

Pagina aggiornata il 05/04/2011 da admin
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